Se fossi fuoco, arderei Firenze – Vanni Santoni – pensieri sparsi

25 gen

Mi sono tuffata in “Se fossi fuoco, arderei Firenze” e ne sono riemersa con un sorriso.

Vanni Santoni s’è messo una telecamera in spalla e m’ha detto ‘Oh giù, ‘ndiamo’. E seguendo ora questo personaggio, ora quest’altro, ora quest’altro ancora e così via, una storia per ogni personaggio, uno squarcio breve per ognuno, ogni personaggio collegato in un modo o nell’altro agli altri, ché si sa Firenze gl’é un buco e ci si conosce tutti, m’ha portato in giro per la mia Firenze.

E non mi son lasciata convincere facilmente. Perché Firenze, appunto, è la mia Firenze. Non ci vivo più da nove anni, e chissà quando chissà come c’ho litigato. C’ho litigato perché s’è trasformata e non la riconosco più. Ci sono nata e cresciuta e lei adesso mi respinge, quando la guardo e provo a ricucire lei mi dice ‘non sono più la Firenze di quando ci siamo conosciute’. E allora l’amo, certo che l’amo, ma come s’ama l’idea di qualcuno che non è più come quando ci si abbracciava, ci si guardava e ci si diceva non ci lasceremo mai. La guardo e non la riconosco, ché c’hanno portato via tutto, un pezzettino alla volta. E di mettermi in posa nella cartolina tridimensionale luccicante per turisti di voglia ce n’ho poca.

Ma tanto ha fatto tanto ha voluto, Vanni Santoni, che m’ha convinto a seguirlo, a seguire i suoi personaggi, a seguire le sue storie, con sullo sfondo e in primo piano la città.

E un pezzettino alla volta me l’ha restituita.

Un pezzettino alla volta, un personaggio alla volta, una storia, una strada, una piazza alla volta, un angolo che chissà come avevo dimenticato e invece eccolo, ben impresso nella memoria. E l’ha risvegliata, la memoria addormentata, e mi sono ricordata che sono comunque figlia di quei palazzi, e pietre e statue e ponti. E i pub, le case occupate e i centri sociali. I giardini e i vicoli. I vinaini e i trippai.

Una pagina alla volta mi sono ripresa Santa Croce, via Torta e Borgo Pinti. Mi sono rimessa in tasca gli Uffizi, Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita. Santo Spirito e Piazza del Carmine. San Niccolò e il Piazzale Michelangelo.
E tutti gli angoli nascosti, quant’è vero che spesso e volentieri s’allunga la strada pur di passare in un luogo preciso, quello e nessun altro.

M’ha accompagnato e m’ha parlato in una lingua bella, una lingua che riconosco. Parole risciacquate in Arno. Parole familiari.

E io mi sono ripresa tutti i passi che ho fatto, e le albe rosa rarefatte e silenziose in cui m’immergevo di ritorno da chissà dove, ma sicuramente con un po’ d’alcol da smaltire. Con quell’eterna voglia d’andare e di restare.

E con Firenze mi sa che la pace non ce la farò mai. Però mi son ripresa quello che era mio. E tanto basta, finché dura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se fossi fuoco, arderei Firenze
Vanni Santoni
pp. 158
Laterza
2011

 

 

 

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La brigata del Tarlo Ippopotamo

23 gen

gli illustratori del Tarlo

Claudia Canavesi
Nasce a Busto Arsizio nel 1976. Nel 2000 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dal 2003 è docente di Discipline Plastiche ed Educazione Visiva.
“La luce e lo spazio nell’arte tradizionale contemporanea” del 2008, e “In ogni dove. scultura-disegni-installazioni del 2010, sono solo due delle personali che mette in mostra dal 2002.
Per realizzare le sue illustrazioni ha usato penna, grafite e pastelli bianco e nero su cartoncini colorati.
Potete sbirciare le sue opere sul sito www.claudiacanavesi.it

Margherita G.
Nasce a bla bla bla nel bla, poi bla bla bla. Bla bla bla e comunque bla bla bla.
Bla bla bla, ma anche bla, bla e bla.
Attualmente bla bla bla bla, ma anche bla bla bla.
Naturalmente bla bla bla e bla bla bla.
Per realizzare la sua illustrazione ha usato china, lapis e acquarelli.

Izm
Nasce nel 1973 a Milano, un passato da fumettista e illustratore, ha collaborato con svariate realtà editoriali tra cui Il Manifesto, Mondadori, Cuore, De Agostini, Rizzoli, ecc.
Per realizzare la sua illustrazione ha usato Brushes per iPad.

Mirko Olivieri
Nasce ai 3/4 di secolo scorso a Firenze, dove attualmente vive e imbratta tele appassionatamente. Fin da bambino ha sempre amato il disegno e da subito si avvicina alla pittura ad olio. Parole sue: “Il disegno e la pittura sono, in pratica, la mia prima forma espressiva”
Per realizzare le sue illustrazioni ha fatto i disegni di base a china, i fondali con smalti acrilici, poi ha digitalizzato il tutto assemblando e rifinendo.
Trovate le sue opere su www.mirkoolivieri.it

Edi Sanna
Scultrice, nasce a Milano nel 1966. Sul suo sito si legge: “Con una radice nel figurativo e una propensione all’astratto, con l’attenzione alla sezione aurea e al ritmo e la necessità dell’istintivo, con il piacere del segno e del particolare e la consapevolezza dell’immenso universo.” E non ci pare necessario aggiungere altro.
Per realizzare le sue illustrazioni ha usato china, pantoni, pennarelli, matite colorate, lucido da scarpe e pastelli a cera.
Potete assaporare le sue opere sul sito www.edisanna.net

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1Q84 – Haruki Murakami – una non recensione

21 gen

Ci sono libri che sono capaci di alterare la temperatura corporea ed è come stare al di là, ritrovarsi altrove per una porzione di tempo incalcolabile.

Ci sono libri che pesano quanto i sorrisi che fanno affiorare come fossero tirati fuori dal fondo di un cassetto che si apre di rado, e che annullano la sostanza delle fatiche e dei pensieri ingombranti.

Ci sono libri che è come stare avvolti in una coperta di lana morbida ad ascoltare una voce che ti racconta una storia.

Ci sono libri che fortunatamente non sono e non vogliono essere altro che storie.

Ci sono libri che è come sostare in un non-luogo sospeso a mezz’aria, e risposare il cuore e la mente.

Ci sono libri che biforcano e intrecciano i destini.

Ci sono libri che è come se qualcosa si fosse insinuato attraverso una piccola fessura e tentasse di riempire un vuoto.

Ci sono libri che poi li finisci, li chiudi e pensi che bello, che bello leggere, che bello che ci sono persone che sanno raccontare così bene le storie. Che bello i personaggi che diventano familiari, che bello desiderare di voltare pagina, che bello assentarsi dal mondo, che bello drogarsi di parole altrui, che bello questo scambio, che bel regalo.

Ci sono libri che ti fanno venire voglia di scrivere libri.

Ci sono libri che sono come un segno di punteggiatura appropriato.

Ci sono libri che ti innamori a dieci anni e poi per sempre.

Ci sono libri che è come ingoiare per sbaglio un denso brandello di nube.

Ci sono libri che è come andare nel paese dei gatti senza perdere l’ultimo treno per ritornare a casa.

Ci sono libri come 1Q84 di Haruki Murakami.

E nella foresta dei romanzi, per quanto il nesso tra le cose potesse sembrare evidente, non succedeva mai di ricevere una risposta chiara. Era quella la differenza con la matematica. Il ruolo del romanzo, per dirla in modo sommario, era quello di mutare un problema, dandogli una forma diversa. E grazie alla natura e alla direzione di quel cambiamento, veniva suggerita, in chiave romanzesca, una soluzione alternativa. Tengo tornava nel mondo della realtà portando con sé quel suggerimento. Era come una formula magica incomprensibile, scritta su un pezzo di carta. A volte mancava di coerenza e non poteva trovare subito un utilizzo pratico. Ma aveva in sé una possibilità. Forse un giorno sarebbe riuscito a decifrare quelle formule magiche. Era una possibilità che gli scaldava dolcemente il cuore dall’interno.

[che ve lo dico a fare, quelle in corsivo son parole di Haruki Murakami]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1Q84 –  libro 1 e 2, aprile – settembre
Haruki Murakami
pp. 724
Eianudi
2011

 

 

 

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Il Tarlo, dettagli

3 gen

vi racconto cos’è qui, lo potete acquistare qua

Il Tarlo, dettagli from blockmiavideo on Vimeo.

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21 dic

Signore, signori

da oggi è attivo il blockmiastore!

Olè!

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