Frammento.a

Quello che faccio. Osservo. E immagino. Cerco di cogliere le ossessioni delle persone. Ne indago i volti, ne ascolto la voce. Li scruto per individuarne il nodo. La questione irrisolta. La dicotomia, il non accordo tra desiderio e dovere. E poi ne scrivo. Ciò che vedo diventa storia, i nodi vengono sciolti, le questioni vengono risolte. In un modo o nell’altro. Offro catarsi cartacee. È la mia ossessione. Osservo le persone, che sono somma di fattori e dettagli. La postura, lo sguardo, la voce, l’abbigliamento. I gesti. Quello che si portano appresso, il modo di camminare, di sedersi, di intrattenere l’attesa. Cosa guardano e cosa ignorano. Come entrano in relazione con l’altro. 
Scompongo in fattori, risalgo alla fonte, isolo il nucleo. E ne faccio trama. 

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