Il tarlo ippopotamo – III

E tre. Qui il primo capitolo, qui il secondo.

Olè!

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III

Ero davvero convinto che fosse solo questione di abitudine. Una leggera variazione sul tema con cui avrei dovuto semplicemente prendere confidenza.
La sera dopo, e così per tutte quelle a seguire per un’intera settimana, ho fatto tutto quello che poteva venirmi in mente per lasciar passare del tempo tra me e il lampione.
‘Devo prendere le cose con serenità, piano piano mi abituerò, si tratta solo di non forzare i tempi. Non c’è niente di davvero drammatico, niente di irreparabile. Piano piano mi abituerò a questa nuova, imprevista situazione.’
Questo mi ripetevo continuamente.
Mentre pulivo la mia vecchia collezione di monete che non tiravo fuori dallo scaffale da almeno dieci anni.
Quando ho cercato di far funzionare la vecchia radio che i miei genitori non avevano voluto portarsi dietro e che io, affezionato ai vecchi ricordi, mi ero rifiutato di buttare.
Quando mi sono deciso a rammendare tutti i miei calzini. Mentre cercavo e sceglievo in internet il miglior abbonamento alla migliore stagione teatrale.
Sentivo che tutto sarebbe andato a posto. Era solo questione di tempo.
È pensandola così che ho deciso di fare un inventario di tutti i miei libri e uno di tutti i miei dvd.
È stato sulla spinta quasi ossessiva di quella convinzione, a cui mi aggrappavo con tutte le mie ormai slacciate speranze, che ho pulito casa da cima a fondo, ripassando e tornando anche dove avevo già sufficientemente insaponato, sciacquato e disinfettato.
Me ne sono accorto dopo, che il tarlo aveva già iniziato a consumarmi, inesorabile.
Gnac, gnac, gnac, gnac.
All’inizio pensavo che fossero solo le conseguenze collaterali di quella che speravo fosse una iniziale fase di assestamento.
Quel dormire male di notte, che non era proprio dormire male ma più che altro un non dormire bene.
Gnac gnac gnac gnac.
Il mancato saluto alla signora Marisa che, poverina, mi hanno detto, c’è rimasta veramente male. Quell’orrenda partita a pinnacolo in cui ho collezionato una distrazione dietro l’altra.
Gnac gnac gnac gnac.
Ma me ne sono accorto dopo, del tarlo.
Quella pratica sbagliata dall’inizio alla fine per colpa di un più diventato meno, o viceversa, non ricordo.
Gnac gnac gnac gnac.
All’inizio della seconda settimana dalla comparsa del lampione ho pensato fosse il caso di prendere il toro per le corna.
Così, dopo cena, ho preso un sigaro, i fiammiferi e mi sono seduto al mio solito posto, nel mio giardino. Sulla mia sedia a sdraio. Deciso e risoluto. Sicuro di me stesso e delle mie forze, della mia intelligenza ma sopratutto della mia capacità di adattamento che tante volte, nella vita, mi aveva permesso di andare avanti sereno, di non essere sopraffatto dagli eventi, dai cambiamenti.
E l’intenso bagliore arancione non si è fatto attendere.
‘Fatti forza’ mi son detto, ‘è solo un lampione. Fastidioso, sicuramente, rovina la tua penombra perfetta, sicuramente, ma questo è pur sempre il tuo giardino, ed è pur sempre un gran bel giardino, ed è pur sempre piacevole star seduto qua.’
È successo mentre pensavo ‘ma questo è pur sempre il tuo giardino’ che mi sono alzato. Ed è successo contemporaneamente a ‘ed è pur sempre un gran bel giardino’ che mi sono chinato a raccogliere un sasso.
Ed è successo in perfetta sincronia con ‘ed è pur sempre piacevole star seduto qua’ che ho lanciato il sasso verso il lampione, risvegliandomi dall’incoscienza solo al suono frammentato del vetro ridotto in pezzi.
Sono rimasto lì per un po’, immobile, confuso, incapace di compredere fino in fondo quello che avevo fatto. Poi ho avuto paura. Di quello che ero stato capace di fare, che qualcuno mi avesse visto. Ho sentito le guance infiammarsi per la vergogna, ho pensato di confessare, subito. Andare dai vigili e ammettere la mia colpa.
Ero pronto a subire le conseguenze di un gesto così stupido, anzi, così scellerato. Dovevo assolutamente correre a liberarmi di quella colpa insensata, dovevo rimediare, assolutamente.
Poi qualcosa mi ha avvolto. Qualcosa di morbido, di familiare.
La mia penombra.
Gnac gnac gnac gnac.

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stay tuned, giovedì 23 – capitolo IV

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9 pensieri su “Il tarlo ippopotamo – III

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