La brigata del Tarlo Ippopotamo

gli illustratori del Tarlo

Claudia Canavesi
Nasce a Busto Arsizio nel 1976. Nel 2000 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dal 2003 è docente di Discipline Plastiche ed Educazione Visiva.
“La luce e lo spazio nell’arte tradizionale contemporanea” del 2008, e “In ogni dove. scultura-disegni-installazioni del 2010, sono solo due delle personali che mette in mostra dal 2002.
Per realizzare le sue illustrazioni ha usato penna, grafite e pastelli bianco e nero su cartoncini colorati.
Potete sbirciare le sue opere sul sito www.claudiacanavesi.it

Margherita G.
Nasce a bla bla bla nel bla, poi bla bla bla. Bla bla bla e comunque bla bla bla.
Bla bla bla, ma anche bla, bla e bla.
Attualmente bla bla bla bla, ma anche bla bla bla.
Naturalmente bla bla bla e bla bla bla.
Per realizzare la sua illustrazione ha usato china, lapis e acquarelli.

Izm
Nasce nel 1973 a Milano, un passato da fumettista e illustratore, ha collaborato con svariate realtà editoriali tra cui Il Manifesto, Mondadori, Cuore, De Agostini, Rizzoli, ecc.
Per realizzare la sua illustrazione ha usato Brushes per iPad.

Mirko Olivieri
Nasce ai 3/4 di secolo scorso a Firenze, dove attualmente vive e imbratta tele appassionatamente. Fin da bambino ha sempre amato il disegno e da subito si avvicina alla pittura ad olio. Parole sue: “Il disegno e la pittura sono, in pratica, la mia prima forma espressiva”
Per realizzare le sue illustrazioni ha fatto i disegni di base a china, i fondali con smalti acrilici, poi ha digitalizzato il tutto assemblando e rifinendo.
Trovate le sue opere su www.mirkoolivieri.it

Edi Sanna
Scultrice, nasce a Milano nel 1966. Sul suo sito si legge: “Con una radice nel figurativo e una propensione all’astratto, con l’attenzione alla sezione aurea e al ritmo e la necessità dell’istintivo, con il piacere del segno e del particolare e la consapevolezza dell’immenso universo.” E non ci pare necessario aggiungere altro.
Per realizzare le sue illustrazioni ha usato china, pantoni, pennarelli, matite colorate, lucido da scarpe e pastelli a cera.
Potete assaporare le sue opere sul sito www.edisanna.net

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7 pensieri su “La brigata del Tarlo Ippopotamo

      • …Senza una parola.
        Allora penso “E’ finita, per questa volta è finita”, mi rannicchio nel letto e vado a Quinnipak.
        Me l’ha insegnata Tool questa cosa.
        Andare a Quinnipak, dormire a Quinnipak, fuggire a Quinnipak.
        Ogni tanto gli chiedevo “Dove sei stato, che tutti ti cercavano?”.
        E lui diceva “Ho fatto un salto a Quinnipak”. É una specie di gioco.
        Serve quando hai lo schifo addosso, che proprio non c’è verso di togliertelo.
        ..Allora ti rannicchi da qualche parte, chiudi gli occhi, e inizi ad inventarti delle storie.
        Quel che ti viene.
        Ma lo devi fare bene.
        Con tutti i particolari.
        E quello che la gente dice, e i colori, e i suoni.
        Tutto.
        E lo schifo a poco a poco se ne va.
        Poi torna, è ovvio, ma intanto per un po’ l’hai fregato.
        [Castelli di Rabbia,A. Baricco]

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