l’altalena, Adele H. e il caffè alla cannella

Quest’altalena mi ucciderà. Un momento mi sembra di averla qui accanto a me che sorseggia caffè alla cannella. Mi guarda, ride, ed annuisce. Le pagine scivolano via lisce. Niente stalli, niente stasi inutili. Lei sorseggia il suo caffè alla cannella ed è pronta ad andare con tutto il resto lì dove ho deciso di far andare a finire tutto quanto, mesi fa.
Il secondo dopo è sempre qui, che beve il suo caffè alla cannella ma non c’è modo di ragionarci. Mi guarda, punta i piedi e dice che lei, lì, non ci va neanche morta, che vuole andare di là e che ci andrà, con o senza di me. Ogni virgola è uno spasmo. Ogni aggettivo è quello sbagliato. Ogni passaggio sembra un ponte di corda sfilacciata sospeso nel vuoto.
Il secondo dopo non la vedo neanche più. Non vedo lei, non sento l’odore del caffè alla cannella. Non sento niente e non vedo niente.
Quest’altalena mi ucciderà.

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3 pensieri su “l’altalena, Adele H. e il caffè alla cannella

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