Sensazioni spoletine – teatro e parole

Quel testo che credevo di aver perso, ne parlavo qua, non solo non è andato perso ma è vivo, e forte e pulsante.

Si intitola “Ni una más”. Non una di più.

E poggia le radici in “Non c’è”, uno dei miei racconti.

Parla di femminicidio, di violenza sulle donne. Parla di rabbia. E di forza. E della calma lucida.

Quel testo che credevo di aver perso ha preso vita. Lunedì 1 ottobre io, la regista Nerina Cocchi, l’attrice Giovanna Scardoni, la costumista Giulia Pecorari e il fotografo Andrea Messana ci siamo dati appuntamento a Firenze per andare tutti insieme a Spoleto per l’inizio della residenza, ospiti nella splendida cornice de La Mama Umbria. Non ho ancora conosciuto Daniel Pinheiro e Davide Fensi, non vedo l’ora di colmare la lacuna.

Ho lasciato Spoleto domenica, conto di tornarci prima della fine della residenza.

Due giorni non bastano per rielaborare il carico emotivo ed emozionale.

Le sensazioni forti e dirompenti mi si rincorrono ancora addosso.

Ve le dico, senza filtri. Quando abbiamo fatto la prima lettura mi sono bastate le prime tre parole per sciogliermi in un pianto che non ho pensato nemmeno per un secondo di poter controllare.

Ve lo dico, senza filtri. È stata una settimana bellissima e difficilissima.

Stare qua, lontano dalla compagnia, è strano. Tornare a casa, dormire nel mio  letto, è stato liberatorio.

Abbiamo provato, abbiamo parlato. Abbiamo sviscerato. Il testo, le parole, le immagini. La violenza, le donne, gli uomini. Gli stereotipi. Noi. Abbiamo attraversato un argomento vasto come l’universo, cercando percorsi, fissando paletti. Ogni volta con la sensazione di aver aggiunto un frammento in più alla complessità. Ogni volta con la sensazione di essersi persi e ritrovati. Ogni volta con la sensazione di aver individuato le porte e le chiavi. E se il mio lavoro di autrice, in un certo senso, è concluso (il testo è stato limato e adattato), so che la strada di Ni una más è bella dritta davanti a me, davanti a noi, tutta da percorrere.

Ci siamo scontrati, com’era giusto. Ognuno con le sue esperienze, ognuno con le sue idee. Ognuno con le sue resistenze. Tutti con la voglia di portare questo progetto lì dove deve arrivare.

Professionalmente parlando credo di aver vissuto, e di avere ancora da vivere, un’esperienza potente che ha lasciato, e lascerà, un’impronta profonda nella mia scrittura. Tempi, suoni, silenzi, immagini. Suggestioni, movimenti. Le mie parole, ed io con loro, sono state sciacquate in un’acqua in cui non si erano mai immerse. E solo questo mi ripaga di tutto. E quando si dice che niente insegna di più della pratica, beh … è vero. Verissimo.

Il blog per seguire le evoluzioni del progetto Ni una más è questo. Ci vediamo lì.

per conoscere meglio Nerina e Andrea

inoutpostm.wordpress.com

www.fotografiaeuropea.it (deja-vous-colectivo)

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dlin dlon

Si avvisano i gentili lettori possessori di iPad che è disponibile sull’iTunes Store la versione iBook de “Il tarlo ippopotamo e altri racconti a miccia corta”.

Abbiamo voluto fare un esperimento, ci siam divertiti. Il risultato ci piace assai.

Per l’ePub e il cartaceo, l’indirizzo è sempre quello del blockmiastore.

Se volete leggervi i racconti a sbafo, invece andate qua.

Siam sempre lì, poi non dite che non ve lo avevo detto.

E se vi siete, giustamente, stufati di sentirmi parlar del Tarlo, sappiate che ho in canna un bel po’ di storie nuove.

Ho solo bisogno di un’amaca e di una botte di cuba libre. Con una cannuccia mooooolto lunga.

O, in alternativa, di licenziarmi.

Che poi, se mi licenzio, finisco comunque su un’amaca con una botte di cuba libre.

Vebbé.

Olè.

raccolta di racconti di Mia Parissi

raccolta di racconti di Mia Parissi

Il tarlo, bozzetti e un po’ di bieca biechissima autopromozione

Questi qua sono i bozzetti del Tarlo Ippopotamo di Laura Galmarini. Non sono bellissimi? (se ci cliccate sopra li potete vedere graaaaandi)

Il tarlo ippopotamo lo potete leggere in un sacco di modi diversi.

Potete andare qua a scaricarvi il libro in formato PDF, ePub e Mobi e via.

Potete andare qua, su blockmiastore, e comprare il libro di carta. Ne “Il tarlo ippopotamo e altri racconti a miccia corta” ci trovate il Tarlo e Treno metropolitana tram che raddrizza un’obliquità. C’è Mariarosa, che rivendica il suo diritto alla tristezza. E Capelli neri. Capelli neri, che ti porta a casa. E Neve. L’amore di Neve.
E Non c’è. La rabbia e la forza di Non c’è.

E diciannove splendide, meravigliose, potentissime illustrazioni.

E se volete sentire cosa ho da dire sul Tarlo, la scrittura e l’autoproduzione, qua ci sono i video della presentazione fiorentina.

Olè

Tarlo on Tour – Firenze 20 aprile – i video

Più che un tarlo, fossi un animale sarei sicuramente un bradipo.

È pronto il video della serata in Cité dove ho presentato, insieme a Paolo Grassi, il tarlo ippopotamo e le sue illustrazioni. In realtà i video sono tre.
Abbiam pensato fosse cosa buona e giusta dividere il malloppo in tre parti.
Nella prima racconto cos’è “Il tarlo ippopotamo altri racconti a miccia corta” e cosa c’è dentro. Nella seconda Paolo legge alcune pagine. Nella terza e ultima facciamo quattro chiacchiere su autoproduzione, editoria ed editoria a pagamento.

Rivedermi è stato un po’ uno shock, che ve lo dico a fare. La serata è andata benissimo, la Citè è un gran bel posto. Poter mettere in mostra gli originali delle illustrazioni, far vedere a tutti quanto sono belle, raccontare quello che ha significato e significa essere arrivati in fondo al progetto è stato emozionante, gratificante ma soprattutto divertente.

Ci tenevo a fare il punto sulla differenza che c’è tra autoproduzione ed editoria a pagamento, ci tenevo a schiarire un po’ le acque forse troppo torbide sull’argomento. Spero di esserci riuscita nel breve spazio di una presentazione e con la voglia di un negroni in agguato per tutto quanto il tempo. Ché io scrivo, mica parlo. In pubblico poi.

Volevo di nuovo ringraziare tutti. Sì, di nuovo. Claudia Canavesi, Margherita G. Izm, Mirko Olivieri, Edi Sanna per le illustrazioni. Senza i loro colori  il Tarlo non sarebbe il Tarlo. E Paolo, che averlo lì seduto accanto a me ha fatto la differenza. Gianfranco, ché la copertina del Tarlo fa spettacolo anche da sola. Tutti quelli che sono venuti a sentirmi blaterare. Sara e tutta la Libreria Caffè La Cité. Ma anche quelli che non sono venuti ma mi hanno mandato cuori virtuali poco prima che si accendesse il microfono.

E l’innominabile innominata donna che ha fatto riprese e montaggio.

Stay tuned, che il Tarlo on Tour non si ferma qui.

Buona visione.

Olè.

parte 1 – “Il tarlo ippopotamo e altri racconti a miccia corta”

 

 

parte 2 – il reading

 

 

parte 3 – due chiacchiere su autoproduzione ed editoria

una piccola anteprima

In attesa del resto del materiale, e di mettere insieme qualche considerazione sulla serata di venerdì a La cité ecco un paio di foto, dalla pagina di facebook di Mirko Olivieri

A questo link, invece, trovate altre due splendide immagini di Livietta www.flickr.com, e non fate i bischeri, sbirciatelo tutto il suo flickr, che ne vale la pena.

E poi, non so poi fate voi, ma io andrei a farmi un giro sul blockmiastore, che ci son delle novità …

olè!



quando il Tarlo incontra i Taccuini

Dimenticai di dirvi cosa assai sfiziosa della presentazione del Tarlo Ippopotamo in quel di Carnago (e pare che se ne vada in Tour, il Tarlo … so, stay tuned).
In quella memorabile giornata c’era pure lui, il Taccuino all’Idrogeno, infilato tra le pagine del Tarlo. Sono stati vicini vicini, a farsi un po’ di caldo in quel gelo che c’era.

E se ancora non conoscete i taccuini e le taccuine, beh, che ve lo dico a fare, andate immediatamente sul loro blog taccuinoallidrogeno.wordpress.com perché se poi non lo fate è cosa di cui ci si pente amaramente.
Andate subito a leggerli, conoscerli e adorarli. Andate subito a vedere che belle cose che scrivono, che bel modo che hanno di raccontare, fotografare, disegnare, creare.
Sedetevi con loro a bere qualcosa, e fatevi raccontare qualcuna delle loro avventure … e poi venitemi a dire che vi consiglio ciofeche.

Io li leggo, e il 10 di febbraio, che poi è domani, vado lì e mi scarico il nuovo numero della rivista. Sì, perché i taccuini mica hanno solo un blog … no no … loro escono anche con una rivista, bimestrale … succosa assai!

Quello che vedete nella foto dentro al Tarlo è il Taccuino in formato adesivo! Alluzzate la vista, potrebbero essercene anche nella vostra città!