io e Borges, al CCCB di Barcellona

ho dei ricordi bellissimi, sono fortunata

barcelona, enero 2003
al CCCB

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Roberto Bolaño “Tra parentesi”

Dicevo, nella mia (non)recensione di 2666,

[…] Da lettrice, un paradiso. Un corpo narrativo immenso che parla, urla, sussurra, indica e disorienta. […]
Da scrittrice. Domandarmi e domandarmi ancora come ci sia riuscito. […]

Adesso, giunta alla fine di Tra parentesi, non posso che rassegnarmi all’idea che è così che leggerò tutti i libri di Roberto Bolaño.
Da lettrice (prima di tutto) e da scrittrice. Inevitabile, direi, vista la natura di questo libro.

Scrive Calvino nelle sue Lezioni americane:
“[…] ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.”
Mi è venuta in mente quasi subito questa frase, leggendo Tra parentesi.
Una raccolta di articoli, recensioni, discorsi, interventi in cui Bolaño ci parla di libri, di letteratura e, inevitabilmente, di sé.
Un testo che non è, e non vuole essere, una biografia  ma che diventa la descrizione di una vita, questo sì, che si dipana attraverso i libri. Tanti libri. Tantissimi libri.
La biblioteca(di Babele) di Bolaño, intima e pubblica. La sua formazione letteraria. Gli autori imprescindibili, e quelli di cui fa volentieri a meno. I libri rubati durante l’adolescenza, e quelli che chissà come è stato possibile ma sono andati persi. I versi letti e letti ancora una volta. Autori e autrici del panorama letterario sudamericano, ma anche Philip Dick, Burroughs, Ellroy, Swift, Twain.
Tutto questo diventa, per me, da lettrice, una lunga, lunghissima lista di autori e titoli da scoprire (e riscoprire).

E poi c’è il Cile, l’unico paese al mondo che assomigli ad un corridoio, il sentirsi più sudamericano che cileno e il suo personale pensiero sull’esilio,

[…] non saremo tutti esuli? Non staremo vagando tutti in terra straniera?  Il concetto di “terra straniera” (così come quello della “propria terra”) presenta alcune lacune, apre nuovi interrogativi. La “terra straniera” è una realtà oggettiva, geografica, o piuttosto una costruzione mentale in continuo movimento? […].

E Pinochet, la dittatura e una certa idea sul nazionalismo che è nefasto e cade per il proprio peso. Non so se capite l’espressione ‘caer por su propio piso’; immaginate una statua fatta di merda che affondi nel deserto: bene, questo è cadere per il proprio peso.

La posizione chiara nei confronti della sinistra cilena dalle convinzioni profondamente destrorse e della destra cilena neonazista e adesso smemorata.

Il suo amore per la poesia,

[…] Se dovessi rapinare la banca più sorvegliata d’America, nella mia banda vorrei solo poeti. La rapina si concluderebbe in modo disastroso, probabilmente, ma sarebbe bellissima. […]

e il suo amore per Borges.

E poi. Da scrittrice. Un’idea di letteratura, che a differenza della morte, vive all’aria aperta, senza riparo, estranea ai governi e alle leggi, tranne che alla legge della letteratura che solo i migliori fra i migliori sanno infrangere. E allora non c’è più letteratura, ma esempio.

Ma sopratutto, tutt’altro che tra parentesi, c’è il coraggio. Che percorre e incide le pagine di questo libro.

Il coraggio di aprire gli occhi nel buio.
Il coraggio che ai poeti serve per non gettarsi da una scogliera o non spararsi un colpo in bocca, e, davanti al foglio bianco, serve all’umile scopo della scrittura.
Il coraggio. Il coraggio. Il coraggio.

E quindi due domande.

Una innocua, da lettrice, una domanda a cui non è davvero necessario rispondere. Una domanda che in realtà non la cerca nemmeno una risposta. Quanto tempo impiegherò a scoprire e riscoprire tutti gli autori e i libri della mia lunga lista?

Un’altra, tutt’altro che innocua. Tutt’altro che evitabile. Da scrittrice.
Se apro gli occhi e con coraggio li tengo ben aperti, cosa vedo scrutando il buio, scrutando l’abisso?

E per finire una nota.
C’è un testo, dentro a Tra parentesi, che si chiama “Parole venute dalle spazio”. Le parole venute dallo spazio sono state registrate da un radioamatore martedì 11 settembre 1973.
Sono le voci del golpe in Cile.
Sono la Interferencia secreta >>>

Tra parentesi, Roberto Bolaño, Adelphi

Roberto Bolaño

Tra parentesi
Saggi, articoli e discorsi (1998-2003) 

A cura di Ignacio Echevarría
Traduzione di Maria Nicola
Adelphi
Saggi. Nuova serie
2009, pp. 379

 

(mercoledì 21 aprile 2010 dal blogspot)

Scrivere non mi concede la giusta concentrazione per avventurarmi in romanzi altrui. Ma sempre affamata di parole già scritte sono e quindi.
Ho ripreso in mano con una certa costanza le lettere di Virginia Woolf (vol. Le cose che accadono).
Proseguo con i racconti della Munro (Nemico, amico, amante … ), ho il commento in canna.
Ho iniziato “Una pietra sopra” di Calvino (galeotte furono le lezioni), una raccolta di saggi. Ho deciso di leggerlo random, scegliendo via via dall’indice i titoli che mi attirano di più. Conto di scrivere qualcosa per ogni “capitolo”.
Partecipo al gruppo di lettura di “Finzioni” di Borges su Anobii. Purtroppo non riesco a commentare. I racconti di Borges richiedono una totale dedizione che in questo momento non riesco ad avere. Leggo i racconti, leggo i commenti degli anobiani, ma non mi azzardo a buttare giù una singola riga.

Olé.