milano – ottobre 2015

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MITMACHER porta in scena “Il complice” di Friedrich Dürrenmatt

E chi l’ha detto che le marionette son solo per i bambini?

Vi segnalo volentieri questo spettacolo. Io vado … è un’autoproduzione … posso non andare?

 

 

MITMACHER

è lieta di presentare la propria prima autoproduzione

“Il complice” di Friedrich Dürrenmatt

uno spettacolo di e con Luca Passeri e Stefano Scherini

Milano – Teatro Verdi – 20, 21,22 e 23 Novembre 2013 – ore 21 e 15

biglietto ridotto a 10€ per tutti coloro che scriveranno  a mitmacherteatro@gmail.com

indicando nella email per quale data e quanti posti desiderano

 

 

dal sito MITMACHER …

MOTIVAZIONI DELLO SPETTACOLO. Lo spettacolo nasce dalla nostra esigenza di attori – marionettisti di cercare un rapporto paritario tra attore e marionetta, rinunciando a gerarchie prestabilite. Come del resto avviene normalmente nel teatro di tutta Europa, il nostro è uno spettacolo teatrale che utilizza lo strumento marionetta senza rimanere nei confini del “teatro di figura – quindi per l’infanzia”. Il tema centrale del testo è quanto mai urgente da rappresentare: l’impossibilità di non rendersi complici di una società che si fonda su violenza e sopraffazione finalizzate soltanto all’acquisizione di denaro e potere.

continua a leggere … >>> … e guarda il trailer >>>

 

 

e ci vediamo a teatro!

La Tartuca, Milano. Quartiere Bovisa.

la tartuca, corsi per il tempo libero Milano

 

La prima volta che ho attraversato la porta della Tartuca non sapevo bene cosa aspettarmi.

Ero in modalità colloquio di lavoro on, anche se non si trattava propriamente di un colloquio. Io, i miei stivali eleganti di ordinanza e dentro la borsa, inguainato in una cartelletta di plastica, il programma nuovo di pacca del laboratorio di scrittura creativa che stavo proponendo in giro in quel periodo.
Nervosa, nervosissima, anche se il contatto me lo aveva dato un’amica che mai e poi mai mi avrebbe mandato in un posto che non fosse in linea con me. 
Sono rimasta in modalità colloquio di lavoro che in realtà non era proprio un colloquio di lavoro on i secondi necessari ad oltrepassare la soglia e a fare i pochi passi che mi separavano dalla mano tesa di Linda.
Era il 2005. Ho tenuto due laboratori l’anno fino al 2010.
Poche esperienze hanno arricchito me e la mia scrittura così tanto.

La Tartuca, se non si fosse capito da quello che ho detto fino ad ora, è un bel posto. È un’oasi dove non si conosce la fretta inutile e la velocità insensata. Non si chiama Tartuca per caso.
E Linda è una donna accogliente, forte, immersa nel suo progetto dalla testa ai piedi, e coerente, molto coerente.
E, lasciatemelo dire, non è che di coerenza ne vedo proprio tanta in giro, ultimamente.

La Tartuca è una cooperativa sociale ONLUS che organizza corsi di lingue, dallo spagnolo all’arabo passando per il giapponese, corsi di danza, dalla salsa cubana al country.
Alla Tartuca si fa Pilates, Yoga e Tai Chi Chuan, si può fare il corso di fotografia, di teatro o di maglia e uncinetto.
Alla Tartuca si degustano vini, cioccolato, wisky, birra e miele.

La Tartuca è una bottega artigiana, tutto fatto a mano. Gioielli e borse, oggetti in creta, oggetti in legno.

Tutto questo e molto altro.

La Tartuca sta in via Varesina, a Milano, in Bovisa.
Sono andata a trovare Linda poco prima di Natale. Era almeno un anno che non passavo di lì.
Strana, stranissima sensazione. A trovarsi la crisi davanti. La crisi, quella che abita i discorsi incomprensibili di economisti, politici e giornalisti, in Bovisa l’ho vista nelle serrande abbassate e nei negozi chiusi.
L’ho vista in un quartiere in cui mi sono sentita subito a casa, per quell’aria di piccolo paese nella grande città. Da cui sembra, adesso, che stiano tutti emigrando, come dal sud al nord. Come dall’Italia all’Ammeriga.
L’ho vista, camuffata da stanchezza, negli occhi e nelle parole di Linda.
Che però è accogliente, forte, immersa nel suo progetto dalla testa ai piedi e coerente, molto coerente esattamente come quando l’ho conosciuta.

Io spero di tornare presto a collaborare con la Tartuca.
Voi, intanto, andate a farci un giro.

La Tartuca >>>

la tartuca, corsi per il tempo libero milano

la Tartuca, corsi per il tempo libero Milano

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Sospiro un po’

Sospirò un po’. Penso distrattamente a cosa mettermi, mi domando se riuscirò a donare un aspetto decente ai miei capelli e alla mia persona. Sospirò un po’, con quel misto di ansia e desiderio.
Stampo il programma, che so a memoria (l’ho pensato e scritto io d’altronde, fumando enne  sigarette e pronunciando enne blasfemie), mi dico che devo prepararmi, ripassare la scaletta, ripetermi le cose importanti da dire. Non lo farò, come tutte le altre volte. Come tutte le altre entrerò in aula e mi lascerò guidare dai volti e dagli sguardi davanti a me. Perché ogni volta è diverso, ogni volta tutto si avvia verso un percorso unico e sostanzialmente irripetibile. Racconterò di me, di quello che ho fatto, di quello che faccio, di quello che farò, cercando di conquistare quel minimo di credibilità che serve per potersi permettere di stare “dall’altra parte della cattedra”.
Sorriderò e metterò le cose in chiaro. A scrivere non si insegna, si possono solo condividere dei saperi. Si può solo condividere l’esperienza creativa. Si può solo sollevare l’altro da fatiche inutili, ché già la scrittura, a volte, è fatica indicibile. E che allora racconterò quello che altri hanno condiviso con me, esporrò quello che ho imparato fin dove la mia esperienza diretta è giunta.
E che necessariamente quella che metterò in gioco è la mia visione della scrittura, come la percepisco, come la respiro, come la restituisco.
E dirò che se a scrivere non si insegna, a scrivere si impara. Scrivendo. Scrivendo. Scrivendo.

Sospirò un po’.
Ché oggi, alle sette, in Tartuca, a Milano, presento il corso di scrittura creativa.

Sospirò un po’, e mi accendo una sigaretta.