questa cosa piccola, piccolissima

e poi arriva questa cosa piccola, piccolissima, che ti sta tutta in una mano, e questa cosa piccola, piccolissima, che ti sta tutta in una mano, ti colpisce dritta al petto, spacca il muro che hai tirato su, e ti dice che sei ancora capace di amare, che sei ancora capace di prenderti cura di qualcuno, di qualcosa, anche se fa paura, anche se avevi giurato di non farlo più, ti dice che i sentimenti non si sono seccati e sbriciolati, e volati via, e pensavi di non ritrovarli più, questa cosa piccola, piccolissima, che ti sta tutta in una mano, che va scaldata, cibata, accarezzata e che ti dice che sai ancora tenderla, la mano, che sei ancora capace di piangere, e di ridere, questa cosa piccola, piccolissima, che è rimasta piccola, piccolissima, ti restituisce cose grandi, grandissime, dormendoti sul petto, cose grandi, grandissime

ciao Berto, il mio barone di Münchausen

e grazie

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Appunti di scrittura – stato d’animo random #4

Vibro. Lo sguardo si posa su tutto e su niente in particolare. Con questa voglia di saltare che prima o poi dovrò seguire.
Quando sarebbe utile mettere la parola fine, andare a capo e scrivere la parola inizio.
Quando non mi basta quello che scrivo e non mi basta come lo scrivo. Con questa voglia di saltare che prima o poi dovrò seguire?
Quando porto a spasso i se e mi addormento accarezzando i ma. E tutti sono lontani ma io sto bene da sola.
E lascio andare le cose, e ancora non ho capito se c’entra la paura o qualcosa a cui non sono ancora stata capace di dare un nome.
Ma vibro.
Quando quello che scrivo sembra avere un senso. Un senso fuori da quello che scrivo. Quando quello che scrivo si espande e non sbatte da nessuna parte.
Quando non so. Quando mi importa di non sapere e mi fermo.
E non dovrei fermarmi, ché non c’è niente da sapere ma solo da fare. Solo da scrivere. Senza domandarsi come, cosa, quando, perché. Per chi.