È arrivato il tarlo ippopotamo natale

Din Din Din! È arrivato babbo natale? Eh no, è il Tarlo Ippopotamo Natale!

E dentro, tra le altre cose, c’è scritto:

“Credo nelle parole, credo nella forza dell’autore. Credo nel segno che incide e modifica la materia. Credo nel colore, nell’immaginazione e nella forma. Credo nel dettaglio e nella sfumatura. Credo nel prodotto puro e nella collaborazione. Credo nello scambio.
Credo nell’insurrezione dell’idea che si realizza.”

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“Il tarlo ippopotamo e altri racconti a miccia corta”, quarta di copertina

Eccola qua, la quarta di copertina de “Il tarlo ippopotamo e altri racconti a miccia corta”, scritta da Paolo Grassi.

Puoi trovarne il ritratto in qualche noto bestiario, vecchie litografie, magari no. Zeppo di nevrosi, pungoli affilati, il tarlo ippopotamo non ha requie, né te ne dà. Sbuca da qualche scansia, una qualsiasi, e corre a pruderti addosso, trapano di un insetto. Come un frinire, o struscìo di metalli. Ti si fa sotto e attacca con le sue storie, sei racconti a miccia corta, se non li lanci subito esplodono in mano. Sei noccioli di guai, ironie, dolori, ognuno allergico a retorica e pietismi. La bestiola li palleggia in bocca come cicche, semini di certi frutti grassi, colorati e amari, capaci di strozzarti, se solo provi a mandarli giù. Così continui a succhiarli. Sei episodi per diciannove tavole illustrate, altrettanto a miccia corta, saturnine e schiette, ché il tarlo ippopotamo non si accontenta di dire, vuole farti anche vedere. E ci sa fare, l’animaletto, gli va concesso. Apre la bocca, sussurra, stende un colore, tratteggia, ti prende.
È che poi se ne resta lì, incollato al fianco, sulla tua spalla, dentro al cervello, proprio non se ne vuole più andare.

 

promemoria:

Nel giorno dell’uscita del libro, domenica 18 dicembre 2011, presso la chiesa di San Rocco a Carnago (Varese) presento il libro e si inaugura la mostra degli originali delle illustrazioni che rimarrà aperta fino al primo gennaio 2011.

Siateci!